ariete21 Marzo – 20 Aprile

Primo segno dello Zodiaco (si estende dal grado 0 al grado 30).
Segno: cardinale, maschile.
Pianeti governatori: Marte e Plutone.
Pianeta in esaltazione: Sole.

Primo segno della triade dell’elemento Fuoco; esso è inteso nell’Ariete come scintilla di vita, energia prorompente, magma che esplode e si manifesta come forza distruttiva e creativa di vita.
Corrispondenza stagionale: inizio della primavera, stagine di nascita, di risveglio brusco della natura.
Corrispondenza alle case dello Zodiaco: I casa. Simbologia: costituzione fisica, caratteriale della personlità del soggetto.
Corrispondenza alle età dell’uomo: nascita e primo contatto con la realtà circostante che è violento e traumatizzante.

Il geroglifo : raffigura la stilizzazione dell’animale stesso, l’alfa che dà inizio. E’ l’immagine del germoglio fogliato del grano, la stilizzazione del genitale maschile. Entrambi i significati racchiudono la simbologia di inizio di stagione, di inizio del tutto, di forza primordiale, di brutalità prorompente. L’Ariete esprime il dinamismo, ossia il passaggio brusco dallo stato di quiete prenatale all’attività, ed è in analogia con l’energia vitale, con il magma. Miti legati all’Ariete sono quelli degli Argonauti e del vello d’oro e i miti connessi alla figura dell’agnello «capro espiatorio», simbolo dello sperma fecondatore dell’uomo, che muore nell’ovocellula femminile per dare nuova vita. Nella figura dell’Ariete è concretizzata una legge dell’esistenza: per la vita di uno un altro deve morire. L’Ariete, infatti, è governato da Marte, dio della guerra, e da Plutone, dio della morte. Marte, come energia, nel momento in cui esplode e si realizza, si logora per estinguersi. In effetti, così, l’Ariete viene a vivere solo nella dimensione dell’ «essere» in assoluto, cioè nella dimensione del presente, avendo col passato e col futuro rapporti indiretti, sfumati, lontani, pressoché inesistenti.

Caratteristiche generali del segno: la sua primarietà, sia come energia, sia come istinto, sia come inclinazione temperamentale ha reazioni brusche, incontrollate, a corto circuito. L’Ariete è segno di esteriorizzazione, impulsività, indipendenza. Molto virile, in esso l’esuberanza, il dinamismo, la forza fisica si uniscono all’affermazione attiva e aggressiva dell’individuo. E un segno ciecamente fiducioso nelle proprie capacità, ma anche soggetto a emotività, istinto, instabiIità, e quindi facilmente collerico e depresso. L’intelligenza arietina è di tipo intuitivo rapida, immediata: brillante, ma con scarsa capacità di concentrazione e memoria a breve raggio, compensata, però, da una fortissima testardaggine. Attributi del carattere: primarietà, lealtà, coraggio, audacia, forza, dinamismo, estroversione, entusiasmo, aspirazione al comando, arroganza, prepotenza, autoritarismo, sincerità,permalosità, orgoglio.

Corrispondenza anatomica: la testa, la fronte, le tempie. Parola chiave: «Io» oppure «Io sono», e sottintende «Io sono il migliore». Già dalla parola chiave traspaiono la forte egopatia e la violenza istintiva. L’egoismo è una garanzia di sopravvivenza, e la tendenza a realizzarsi nell’immediato rende gli Ariete precipitosi e irriflessivi, impazienti, incapaci i temporeggiare: la realizzazione è contemporanea e spesso antecedente il pensiero; l’ansia, il timore di non avere più tempo portano spesso a irrimediabili decisioni avventate. La diffidenza è istintiva: l’Ariete ha la tendenza a sentirsi insidiato da chiunque e ovunque e spesso ha reazioni aggressive immotivate. L’importante è vivere l’istante: l’idea della morte non lo sfiora neppure, semmai, è un nemico da combattere e, possibilmente, da vincere. L’uomo Ariete ha quasi sempre atteggiamenti da macho e tende a dimostrare la propria supremazia attraverso prove di forza e «mostrando i muscoli»: il suo motto è «l’uomo è cacciatore». L’irruenza è palese in ogni manifestazione. Anche nel rapporto col quotidiano vi è la tendenza a rompere con estrema facilità ciò che toccano, magari giocherellandoci innocentemente. Le remore e l’autocritica sono totalmente sconosciute agli Ariete che si gettano, lancia in resta, alla conquista delle cose anche più banali con la sensazione di essere grandi comandanti sulle cui spalle grava il peso del mondo. Potremmo definire gli Ariete i Don Chisciotte dello Zodiaco, ed è appunto lo spirito donchisciottesco a esporli a rischi di brusche cadute a laceranti ferite all’orgoglio, cui il furore totalmente sprovvisto di lucidità di giudizio non sa far fronte, con gravi conseguenze per l’equilibrio personale. Altra caratteristica è quella di vantarsi di imprese compiute da altri, attribuendole a se stessi: non sono dei bugiardi ma è sempre l’amore per se stessi e il bisogno di primeggiare a spingerli a tale atteggiamento. L’intelligenza è rapida, intuitiva, immediata, ma con scarse capacità analitiche e di approfondimento: o colgono al volo l’essenza del concetto o rinunciano accampando scuse. Un’altra caratteristica è la tendenza a rinunciare piuttosto che ad affrontare «l’onta» di uno smacco o di un insuccesso. Quale simbolo di virilità prediligono la moto, che guidano con perizia e prontezza di riflessi ma spesso in modo spericolato. Anche alla guida dell’auto sono impazienti e imprudenti, intolleranti se si verificano code e rallentamenti. Sono sempre loro che superano velocemente una colonna usando corsia d’emergenza, impedendo magari il passaggio della polizia o dell’autoambulanza. Lo spirito di competizione li spinge spesso a sfide inutili, quali il sorpasso azzardato,vedendo in ogni possibile superamento da parte di altri un potenziale nemico da sconfiggere. Il loro coraggio rasenta spesso l’incoscienza, i riflessi sono prontissimi e i muscoli scattanti; se un impedimento fisico dovesse limitarne la funzionalità, anche solo in parte, vivrebbero la cosa come una menomazione. E’ sicuramente il segno che meglio si adatta alla disciplina militare, anzi l’accetta, perché è fatta di regole semplici. L’ amore per se stessi, la vanità, il bisogno di avere l’attenzione altrui è fortissimo e può spingerli a reazioni inaspettate pur di ottenerla. Anche nella donna sono presenti simili caratteristiche. Si dedicherà volentieri, come il suo compagno, a sport faticosi e violenti che richiedono l’impiego di molta forza muscolare. La cura del suo aspetto sarà però falsamente spartana poichè, esibizionista com’è, catturare l’attenzione degli altri è il inconscio obiettivo. Se il maschietto su cui ha posato gli occhi tarda un attimo a farsi avanti, non ci penserà due volte e partirà all’attacco, rischiando di spaventarlo e metterlo in fuga. La donna Ariete spesso vive male il suo ruolo di donna, con l’inconscio desiderio di essere maschio. Anche la donna è cacciatrice, ma spesso si camuffa da <>, salvo poi tirar fuori le unghie al momento opportuno come una gatta inferocita.
ALTRE INFORMAZIONI SUL SEGNO

I MITI LEGATI AL SEGNO DELL’ARIETE
Le simbologie mitologiche che si ricollegano al segno dell’Ariete sono principalmente connesse a quelle di Marte e Sole, ma le leggende che meglio esprimono la psicologia arietina sono quelle del vello d’oro e degli Argonauti. In quella del vello d’oro spicca il legame che esiste fra l’agnello, la primavera e il segno dell’Ariete, la Pasqua e il sacrificio divino. Già i Sumeri chiamavano «mese dell’agnello» il primo mese della primavera e lo rappresentarono con l’ariete; ecco la leggenda del vello d’oro secondo la mitologia greca. Frisso, figlio del re di Beozia, soffriva terribilmente per le vessazioni e i tormenti che gli infliggeva la matrigna Ino. Disperato, chiese aiuto alla madre Nefele, dea delle nubi, la quale, commossa, gli donò un ariete alato la cui pelliccia, anziché di lana, era di oro, con il quale avrebbe potuto sfuggire alle insidie della matrigna. Frisso decise di portare con sé la sorellina Elle; salirono quindi sulla groppa dell’ariete alato e iniziaro i no il lungo viaggio sorvolando monti e mari, ma Elle, affaticata dal lungo percorso, si addormentò, allentò la presa delle mani sul vello dell’ariete e precipitò in mare. Frisso, disperato, non poté salvarla e, continuando il suo triste viaggio, raggiunse un luogo sconosciuto dove sacrificò a Zeus l’agnello d’oro. In questo mito è racchiusa tutta la tematica dell’Ariete: la fuga dalla figura materna attraverso il rischio e Sotto la spinta degli istinti, la perdita della sorella Elle, il complementare femminile, la spericolatezza e il coraggio, la spinta irriflessiva e la presunzione è, ancor più, il sacrificio di Frisso che muore sulla rupe Eea, si identifica con il sogno arietino troppo facile, impetuoso e spontaneo. Frisso è l’energia che supera e ignora ogni ostacolo, ma si fa prendere dal panico e agisce irrazionalmente. In seguito il figlio di Poseidone, Pelia, che aveva usurpato il trono al fratello Esone, stipula con Giasone, figlio di Esone, un patto: gli avrebbe restituito il trono, se Giasone gli avesse portato il vello d’oro dell’ariete alato ucciso da Frisso. Ciò che assillava Pelia era il responso dell’oracolo, il quale aveva sentenziato che, fino a quando l’ombra di Frisso e del vello avessero oscurato la Colchide, la terra non sarebbe stata fertile. Giasone accettò il patto, raccolse un gruppo di coraggiosi guerrieri e, armata la nave Argo, partì alla volta della Colchide. Gli Argonauti fra i quali erano i figli di Frisso, dovettero superare molti ostacoli e affrontare svariate peripezie ma, protetti da Atena ed Era, giunsero infine dov’era l’ombra di Frisso. Il re della Colchide, Eete, non cedette immediatamente il vello d’oro, ma pretese da Giasone varie prove di coraggio e di ardimento, che l’eroe superò anche grazie alla magia e all’amore di Medea, della quale accettò l’aiuto, e arrivò, guidato da lei, al recinto sacro di Ares dove era esposto il vello d’oro. Davanti al vello c’era un grosso e perfido drago che emetteva lingue di fuoco, ma Medea lo incantò e Giasone poté finalmente impadronirsi del vello d’oro, che fu riportato in patria sulla nave Argo. Anche in quest’ultima parte del mito sono presenti le caratteristiche arietine: il coraggio, l’abilità nella battaglia, l’amore per il rischio, la fiducia cieca.

L’ARIETE IN AMORE
Fortemente geloso e possessivo, non ammette altro oggetto d’amore all’infuori di se stesso ma, come in tutte le altre sfere dell’esistenza, non ha dubbi, e, una volta conquistato l’oggetto d’amore, questo perde interesse e può arrivare a trascurano in breve tempo, rifiutando anche solo il pensiero che possa essere l’oggetto del suo amore a stancarsi e ad andarsene; i suoi amori, del resto, sono intensissimi ma spesso di brevissima durata, bruciati dall’ardore, dalla passionalità, dall’immediatezza: il fuoco arde e si spegne rapidamente, non reggendo alle insidie del tempo. Spesso l’Ariete, se deluso o respinto, è vendicativo e non si astiene dal proferire frasi fatte e giudizi stantii sul conto delle donne. I suoi rapporti sono caratterizzati dall’immediatezza e dalla fisicità. Se la storia va troppo per le lunghe, il suo interesse decade e andrà in cerca di un’altra preda. La donna Ariete parte sovente all’attacco, se scattano i meccanismi di interesse e, comunque, se cerca di attirare l’attenzione. Lei non passerà certamente inosservata con il suo look solitamente appariscente, spesso un tantino eccessivo. A volte nasconde la sua natura aggressiva: ha, infatti, un’abilità eccezionale nel far sì che il pesciolino prescelto cada nella sua rete, convinta, per di più, di aver fatto una grande conquista. E proprio questo genere di donna Ariete, travestita da fatina, che individua e accalappia le migliori prede, ma una volta fatta la conquista perde l’interesse e… la storia ricomincia! Anche lei, come il maschio Ariete, non tollera d’essere lasciata: il trauma dell’abbandono è superiore alle sue possibilità di sopportazione quale offesa all’orgoglio, tanto che può risultarne compromesso l’equilibrio.

I SEGRETI SESSUALI DELL’ARIETE
L’Ariete non è certo un raffinato in amore. Sia lui che lei sono istintuali e impulsivi e tendono a cedere precocemente al fuoco di una passione divorante che, com’è divampata prepotentemente, altrettanto rapidamente si spegne. L’Ariete detesta i preamboli troppo romantici e prolungati, non è stimolato dai sottili giochi erotici e dalle luci soffuse; il suo è un istinto un po’ bestiale ed è indubbiamente più stimolato dalla luce forte, quasi solare, dalla musica metallica e dal rock duro, dall’underground ad alto volume. I suoi istinti si risvegliano in palestra, dove i muscoli guizzanti e lucidi di sudore catturano il suo interesse e scatenano violenti e repentini desideri. E’ forse un po’ rozzo ma istintuale. Questo segno è scarsamente sensibile ai profumi, anzi saranno gli odori naturali del corpo a far scattare il suo istinto. L’Ariete preferisce fare l’amore di giorno, magari alla luce del sole. Il rapporto sarà breve e intenso e, se avrà anche Marte in Ariete, potrà esservi una certa tendenza all’eiaculazione precoce. E attratto dalla visione della nudità totale e ama guardare le parti intime della compagna toccandole, ma spesso è troppo violento. Sia lui che lei non disdegnano apprezzamenti pesanti e un po’ volgari. Anche la donna è estremamente passionale e istintiva e non ama andare troppo per il sottile e, se il partner si dilunga, non disdegna di passare all’attacco, anzi, essere la protagonista del rapporto le piace e, il più delle volte; lotta per stargli sopra, avendo così la piacevole ed eccitante sensazione di dominarlo. Sia lui che lei si sentono gratificati più della quantità dei rapporti sessuali che dalla qualità.

Dal libro “Astroguida” di Maria Grazia Barilli – ®